Carenza di organico al Tribunale di Roma

Tra proteste e riduzione degli orari di cancelleria

Organico non sufficiente ad affrontare la mole di lavoro, giustizia a rilento e procedure ostacolate dalla mancanza di organizzazione e dall’assenza di personale.

Questo è il quadro che rappresenta la situazione attuale del funzionamento della giustizia nel Tribunale di Roma che è molto grave e destinata a diventare ingestibile.

Stano alle recenti stime mancherebbero all’organico oltre 400 unità di personale sugli oltre 1200 previsti per il Tribunale capitolino dove, quindi, si opera ormai da diversi anni in una situazione di costante sotto dimensionamento.

A far presente questo grave disagio in cui si opera all’interno degli uffici giudiziari romani il Presidente del Tribunale ma anche gli organi dell’avvocatura ed i maggiori rappresentanti dei sindacati,Cgil, Cisl e Uil.

A mancare all’appello, dunque, tutte le figure indispensabili al corretto funzionamento degli uffici: cancellieri, assistenti giudiziari, operatori e di tutte le altre figure professionali di supporto ausiliarie ma comunque necessarie.

Inoltre, il trend negativo è aggravato dall’età avanzata dei lavoratoriin procinto di terminare la propria carriera ed andare in pensione, anche in vista delle recenti riforme introdotte per ilavoratori che raggiungono quota100.

Insomma, un Tribunale sottodimensionato e quindi poco efficiente e funzionale da quanto denunciato dai vari esponenti che hanno fatto sentire a gran voce il loro grido di protesta richiedendo un intervento da parte del ministro della Giustizia.

Gli appelli inascoltati del Presidente del Tribunale

I problemi che affliggono il tribunale romano sono ben noti al suo Presidente, il Dott. Francesco Monastero, impegnato ogni giorni in prima linea nel garantire e migliorare inefficienze e lentezze del palazzo di giustizia. In osservanza ai suoi poteri organizzativi e direttivi il Presidente ha lamentato più volte la situazione di sofferenza in cui opera il Tribunale di Roma.

Non da ultimo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019, ha nuovamente posto l’attenzione su questo tema caldo che sinora non ha trovato soluzione.

Innanzitutto il Presidente ha fatto presente che all’aumento di competenze attribuite al Tribunale, con l’istituzione del Tribunale distrettuale delle misure di prevenzione, l’istituzione della sezione per l’immigrazione, ecc, non ha corrisposto un conseguente aumento dell’organico.

Anzi, si continua ad operare con ben 40 magistrati in meno rispetto a quelli previsti che devono far fronte anche alle nuove materie.

Inoltre, il Presidente ha rivolto la sua attenzione anche sulla carenza che affligge il personale amministrativo che registra una mancanza pari al 30% e destinata ad raggiungere il 50% per alcune categoria di dipendenti quali i funzionari amministrativi.

Ha aggiunto, inoltre, che i funzionari ed i giudici in attivo fanno il loro meglio per raggiungere i risultati previsti, lavorando senza pausa e senza interruzioni.

Nonostante, però i ripetuti appelli a rinforzare la pianta organica del Tribunale, il Presidente si è visto costretto ad adottare una misura drastica.

Ed infatti, a partire dal novembre del 2019, si è deciso di chiudere le cancellerie, sia civile che penale, con un’ora di anticipo rispetto all’orario di chiusura fissato dalla normativa in almeno 4 ore giornaliere.

Ma vi è di più, è stato anche disposto di limitare la durata delle udienze penali e a sospendere l’attività dell’Ufficio Corpi di Reato.

La denuncia del consiglio dell’ordine degli avvocati

Le gravi difficoltà della pianta organica negli uffici giudiziari romani non potevano che essere lamentati dagli operatori del diritto interessati in maniera diretta: gli avvocati.

Il contesto fortemente ridimensionato e destinato a diminuire ulteriormente desta molte preoccupazioni agli avvocati che, anche a causa della chiusura anticipata delle cancellerie, devono concentrare ed organizzare ulteriormente il loro lavoro.

La denuncia, quindi, arriva anche dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma che denuncia la carenza di organico di un terzo dei funzioni ed amministrativi, rischiando ad arrivare anche alla metà per le qualifiche di direttore e funzionario.

L’avvocatura romana, infatti, mostrando preoccupazione per questa situazione, lamenta la mancanza di direttori, cancellieri, gli assistenti, operatori e di tute le altre figure ausiliare comunque indispensabili per l’efficiente funzionamento degli uffici.

La principale lamentela riguarda, in particolare, la difficoltà di accesso alle cancellerie dove, oltre alle interminabili code che bisogna affrontare prima di visionare un fascicolo, bisogna mettere in conto le limitazioni di orario e di accesso, consentito agli avvocati solo a giornate alterne.

Il lavoro dell’avvocato, già reso difficile dall’acquisizione della documentazione, è ulteriormente sacrificato dalla difficoltà di dialogare con i giudici oltre dalla condizioni di disagio e caos da affrontare prima di entrare nelle cancellerie, dove bisogna attendere in corridoi scomodi e poco fruibili.

Per non parlare della gestione e tenuta delle udienze. Un vero caos che umilia parti ed avvocati.

Protesta dei sindacati per la carenza di organico

Le evidenti difficoltà in cui versa il tribunale capitolino, causate dalla carenza di organico del personale amministrativo che svolge indispensabili compiti di sostegno alla funzione giurisdizionale quale l’esecuzione dei provvedimenti e la predisposizione della documentazione processuale, sono approdate anche ai tavoli dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil.

I sindacati, infatti, facendosi portavoce della complessa situazione che affligge il tribunale romano, hanno così inteso attirare ulteriormente l’attenzione su questo problema che dotrà essere affrontato solo a livello ministeriale per trovare una soluzione.

Un tribunale ormai al collasso secondo i sindacati, ribadendo la mancanza di direttori, cancellieri, assistenti ed operatori oltre a rimarcare la presenza della metà dei direttori previsti, ovvero 172 su 331.

In occasione dell’assemblea i lavoratori hanno fatto presente di operare in una situazione di forte stress, cercando, talora invano, di colmare i vuoti all’interno di cancellerie ed uffici con l’obiettivo di consentire la prosecuzione delle funzioni giudiziarie, per quanto possibile.

Insomma, una situazione al limite a parere dei sindacati se non sarà affrontata tempestivamente nelle opportune sedi, anche in vista dei prossimi ed imminenti pensionamenti dei funzionari, porterà ad un blocco.

In sostanza, la descrizione che viene fuori dai più importanti rappresentanti della vita giudiziaria romana, è allarmante.

Il personale insufficiente, gli orari degli uffici giudiziari ridotti, i magistrati al di sotto del necessario, finiscono con rallentare inevitabilmente i tempi dei processi e delle cause, creando un enorme vulnus all’interno dell’ufficio giudiziario più grande del paese.