Il Distretto Ufficio Esecuzione pene esterne di Roma (messa alla prova) è territorialmente competente a trattare gli imputati di Roma, Velletri, Tivoli, Civitavecchia.
L’istituto della messa alla prova prevede la sospensione del processo subordinata alla frequentazione di un apposito programma di recupero dell’indagato/imputato, ed ha lo scopo di evitare la condanna alla reclusione per chi non han commesso gravi reati e dimostri un’effettiva volontà di reinserimento sociale.
Lo strumento è consentito solo nei confronti di coloro che, sulla base di un giudizio attuale, si mostrino propensi a mutare il proprio comportamento in futuro e così, ammettendo la sospensione del procedimento penale a loro carico per un massimo di due anni, vengono ammessi ad un percorso di prova.
La Messa alla Prova a Roma
La messa alla prova, in particolare, consiste nella sottoposizione ad un programma di trattamento mirato, indirizzato verso i lavori di pubblica utilità o una attività di volontariato di rilievo sociale, ma che può prevedere anche interventi riparativi quali il risarcimento del danno e la mediazione con la vittima del reato.
“Così facendo si evita di scontare pene che potrebbero influenzare negativamente il percorso di recupero“, così l’Avvocato Penalista di Roma Alessandro Buccilli che ha commentato positivamente le nuove procedure previste dal protocollo.
Infatti, come ci spiega meglio, l’esito positivo della prova porta all’estinzione del reato dichiarata con sentenza di proscioglimento.
Se, al contrario, la messa alla prova non riscuote un esito positivo, avendo il soggetto violato le disposizioni o tenuto un comportamento negligente e contrario alle finalità del trattamento, il processo penale riprende da dove era stato sospeso, col l’ulteriore rischio che l’imputato venga sottoposto alla pena detentiva e quindi subisca il carcere.
La messa alla prova richiede che la parte, possibilmente tramite il suo difensore, presenti al giudice un programma che indichi l’ente che ospiterà l’imputato per lo svolgimento della prova, in condivisione con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
Generalmente, i soggetti coinvolti nella procedura sono soprattutto gli enti del Terzo Settore quali cooperative sociali, associazioni di volontariato e Caritas.
Il soggetto ammesso, sotto la supervisione di quest’ultimo ufficio, deve compiere una serie di attività obbligatorie consistenti nell’esecuzione del lavoro di pubblica utilità, quindi nell’attuazione di una prestazione gratuita in favore della collettività, nella realizzazione di condotte riparative o risarcitorie verso la vittima del reato.
La messa alla prova è consentita per gli imputati/indagati per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonché per i delitti indicati dal comma 2 dell’articolo 550 del c.p.p.
Il beneficio può essere concesso solo una volta.
Sospensione del Processo Penale a Roma – Messa alla prova
La nascita dello sportello MAP/LPU (Messa alla Prova e Lavori di Pubblica Utilità) è stata determinata dalla necessità di favorire il processo di informazione sull’istituto della messa alla prova nei confronti di imputati, indagati, avvocati, associazioni ed enti a vario titolo interessati nella procedura essendo anche preposto al ricevimento delle relative istanze.
Si è trattato di una grande innovazione, poi riproposta anche nelle altre sedi italiane, relativa al procedimento di messa alla prova e ai lavori di pubblica utilità per le persone imputate o indagate in un procedimento penale che fornisce informazioni ed invia direttamente all’UEPE (l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna) le richieste di messa alla prova.
Di recente è stato istituito il portale telematico Falco per l’invio delle richieste di programmi: https://www.fallcoweb.it/prenotazioni/roma/map/domanda .
Estinzione del Reato – Sportello Programmi di prova
L’idea di formare uno sportello è nata dall’esigenza di favorire l’interscambiabilità di informazioni ed abbattere le difficoltà di accesso a questo importante strumento che, se attuato correttamente, porta all’estinzione del reato.
Ecco perché il Tribunale di Roma, già a partire dal 2017, ha creato un apposito sportello idoneo a creare un collegamento diretto con l’Uepe, alleggerendo quest’ultimo nella sua attività.
La missione di questo ufficio non è quindi solo di fornire chiarimenti e delucidazioni agli interessati all’istituto della messa alla prova ma anche e soprattutto quella di consentire a difensori o direttamente agli imputati di inoltrare la richiesta.
Lo sportello è ubicato al piano terra edificio B presso il Tribunale penale di Roma ed aperto nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 13, ma oramai è raggiungibile anche telematicamente.
Assistenza Legale – Avvocato
L’apertura dello sportello MAP presso il tribunale di Roma abilitato a ricevere le richieste di messa alla prova, ha di fatto facilitato questa procedura grazie anche al protocollo in vigore.
Ed infatti, il difensore dell’imputato presenta apposita domanda di elaborazione del programma di trattamento, e si concorda un piano.
Alla domanda, oltre alla compilazione di apposito modulo, dovranno essere allegati alcuni documenti obbligatori quali: documento di identità, copia della procura del difensore, copia dell’imputazione, certificati casellario e pendenti, copia di eventuali provvedimenti di applicazione di misura cautelare, misura interdittiva o misura di sicurezza personale.
Attestazione di presentazione della Richiesta Messa alla Prova
Presentata la richiesta lo sportello rilascia l’attestazione di avvenuta presentazione della richiesta o un’attestazione di presa in carico se non è stato possibile redigere compiutamente la richiesta.
Entro 10 giorni dalla presentazione della richiesta il giudice fissa un’udienza che, valutata in senso positivo, porta alla sospensione del procedimento/processo ed inizia la messa alla prova del soggetto, in osservanza al trattamento elaborato.
Insomma, lo sportello svolge un importante ruolo di collegamento tra l’imputato che, avendone i requisiti, può godere della messa alla prova, assistenti sociali e l’apparato dedito all’applicazione delle misure alternative concesse ad indagati/imputati che per i loro particolari requisiti possono espiare la pena nell’ambiente esterno, anziché negli istituti penitenziari.
Grazie per l’articolo, molto interessante. Ho contattato l’Avvocato citato ed ho risolto il mio problema.